3 ASSAGGI DI SPEAKER, TEDXPADOVA 2016 PRENDE FORMA
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3 ASSAGGI DI SPEAKER, TEDXPADOVA 2016 PRENDE FORMA

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3 ASSAGGI DI SPEAKER, TEDXPADOVA 2016 PRENDE FORMA

TEDxPadova 2016, ecco la prima terna di speaker. Marco Savini, Antonella Viola, Alessandro Rimassa il 30 aprile sul palco del Teatro Verdi

Ci sarà un palco. E una squadra di speaker: donne e uomini diversissimi tra loro per esperienza, ambito professionale, storia personale. Ma tutti con un’idea di futuro che desiderano condividere con voi, con ciascuno di voi. Speaker che hanno abbracciato lo spirito del TEDxPadova e lo slogan scelto per l’edizione 2016, il “Let’s Play” inteso come puntare una fiche sul domani, il coraggio di osare, il rischiare un passo oltre, immaginare qualcosa che ancora deve accadere. Come potrebbe fare uno scienziato, un ricercatore, un visionario. Perché questo accadrà il 30 aprile: il palco del Teatro Verdi si trasformerà in un laboratorio di idee, di esperienze da condividere.

Gli speaker dunque. Vogliamo presentarveli uno a uno, qui sul nostro blog, ma senza alcun ordine, né di apparizione, tantomeno d’importanza. Raccontarvi qualcosa di loro che vada anche oltre le biografie (che troverete comunque sul nostro sito: www.tedxpadova.org). Cominciamo oggi con qualche piccolo assaggio in attesa di vederli salire sul palcoscenico del Verdi e scoprire cos’hanno da dire.

MARCO SAVINI

Il primo è Marco Savini, un funambolo della grafica, uno che da più di vent’anni prende oggetti inanimati per dar loro corpo, vita, storia e colori. Savini è il fondatore di Big Rock, tra le più importanti, innovative, coraggiose scuole italiane di computer grafica (peraltro in una location magica: vi consigliamo un giro alla loro sede di Roncade o un salto nel sito). Uno che alla carriera da solista ha preferito costruire un’opportunità per giovani che condividono la sua stessa passione. «E’ vero, c’è molto gioco nel mio lavoro – ammette Savini -. Ma c’è anche una scommessa: offrire ai ragazzi conoscenza e tecnologia, dar loro strumenti concreti. Non posso immaginare un modo più entusiasmante e divertente di disegnare il futuro, di ispirare il futuro, qualcosa che accadrà tra molti anni. Come un ricercatore. E i ragazzi sono la fonte di tutto questo. A vent’anni si vive di passioni, e qui trovano la nostra, intatta. Per osmosi, andiamo avanti assieme, con entusiasmo. E io volevo fare proprio questo: cambiare la storia delle persone. Poi certo, da parte di chi sceglie la nostra scuola c’è anche un calcolo, un obiettivo concreto: i numeri dicono che molti di quelli che passano da Big Rock trovano lavoro». In quali settori? «Semplicemente tutti. Dai film all’animazione, dalla scienza alla medicina, dall’arte all’architettura, dall’ingegneria all’informatica. Non c’è ambito dove la computer grafica non possa essere applicata».

ANTONELLA VIOLA

Cambio di scena. Entriamo davvero in laboratorio e andiamo a conoscere un personaggio di assoluto rilievo nel panorama scientifico, non solo italiano. Antonella Viola è un’immunologa di fama internazionale, ha una cattedra all’Università di Padova, coordina progetti di ricerca finalizzati allo studio delle relazioni tra sistema immunitario e tumori, ha ricevuto premi e riconoscimenti in Europa e negli Stati Uniti. Con queste premesse, e con un profilo del genere, sembrerebbe azzardato parlare di “Let’s Play”. Invece no. Ascoltatela: «Il motore di tutte le grandi scoperte è stato, ed è ancora, la curiosità. E questo facciamo noi ricercatori: giochiamo con il nostro cervello, con la natura, con le stelle. Rivendichiamo il diritto di poter giocare. A una condizione però: non tutto deve avere un riscontro immediato». E qui Antonella Viola introduce il concetto di “Slow Science”: «La ricerca che deve avere i suoi tempi. Tempo per confrontarsi, tempo per validare i risultati, tempo anche per sbagliare e per capire dove si è sbagliato. Invece siamo circondati dalla fretta, ne siamo schiavi, la subiamo. Quei rari finanziamenti finiscono alla ricerca “applicata”, emarginando sempre più la ricerca “di base”. Ma la buona ricerca ha bisogno di tempo. Di slow science, appunto».

ALESSANDRO RIMASSA

Ultimo protagonista di questo primo “assaggio” di speaker è Alessandro Rimassa: scrittore, giornalista, direttore di Tag Innovation School, la scuola dell’innovazione di Talent Garden. Il primo romanzo che ha scritto, “Generazione mille euro”, fotografia del precariato in Italia, è stato tradotto in sette lingue. Anche lui, il 30 aprile, salirà sul palco del Verdi. Per dire cosa? Per rivolgersi a chi? «A tutti coloro che credono nel proprio futuro, e più in generale nel futuro dell’Italia – spiega Rimassa -. E indipendentemente dalla loro età. Parlerò del digitale. Questo l’argomento che sarà al centro del mirino del mio speech». E da dove nasce l’urgenza di salire sul palco del TEDxPadova? «Nasce dalla consapevolezza che il nostro paese si trova economicamente, lavorativamente in difficoltà. Ma è anche un problema di pensiero, di atteggiamento. Abbiamo le soluzioni a portata di mano, una di queste è la digitalizzazione delle imprese. Abbiamo la possibilità di rimettere al centro del mondo il made in Italy. Ma siamo timidi, conservatori. Siamo frenati. E’ come se avessimo il pallone ben sistemato sul dischetto e nessun giocatore della nostra squadra che si muove. Questo mi brucia dentro. E’ arrivato il momento di farci avanti e di andare noi a tirare quel rigore».

APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA SETTIMANA

Per ora ci fermiamo qui. Tra pochi giorni scopriremo con voi altri 3 speaker, altre tre storie, altri tre assaggi di quel che il 30 aprile ascolterete nel Teatro Verdi. Ricordate, i biglietti per il TEDxPadova 2016 sono in vendita sulla piattaforma del Teatro Verdi (www.teatrostabileveneto.it/padova) oppure direttamente in biglietteria. Restate con noi, non ve ne pentirete.