TEDXPADOVA: LA ROCCIA, IL PLAY PROF, IL TOPOLINISTA - TEDxPadova
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TEDXPADOVA: LA ROCCIA, IL PLAY PROF, IL TOPOLINISTA

TEDXPADOVA: LA ROCCIA, IL PLAY PROF, IL TOPOLINISTA

Meno di un mese all’appuntamento del 30 aprile al Teatro Verdi. Dietro le quinte del TEDxPadova 2016 il team lavora ai dettagli, alle sfumature: l’obiettivo è “costruire” l’evento, irrobustirlo con idee e organizzazione, con fantasia e qualità. Oggi vogliamo proporvi altri tre speaker, regalarvi qualche dettaglio in più su di loro, chi sono, cosa fanno, perché hanno deciso di legare il proprio nome a quello di TEDxPadova. Non vi racconteremo cosa diranno, non faremo spoiler dei loro speech, quello lo scoprirete il pomeriggio del 30 aprile. Ma vi presenteremo, per grandi linee, i contorni entro i quali si muoveranno. Non i quadri, ma le cornici. Un altro assaggio, insomma. La parola passa a loro. A voi, in attesa dell’ascolto dal vivo, buona lettura.

ANDREA DEVICENZI

Avete presente una roccia? Bene, Andrea Devicenzi è qualcosa di simile. Un incrollabile concentrato di forza di volontà e determinazione che l’ha portato a raggiungere obiettivi impensabili, nello sport ma non solo. Come un centometrista. Solo che a lui manca una gamba, la sinistra per l’esattezza, portata via da un incidente stradale quando aveva appena 17 anni. Oggi ne ha 42. Si definisce “mental coach e atleta paralimpico”. Alla voce “chi sono” sul proprio sito (www.andreadevicenzi.it), e parlando di quell’incidente, Devicenzi scrive: «Evento tragico che ha per sempre cambiato la mia vita. Fortunatamente se ne è andata una gamba ma non la voglia di vivere ogni giorno della mia vita, al massimo delle mie possibilità». E per chi non s’accontenta spiega meglio: «Sono convinto che il successo personale di ciascuno non sia legato al numero delle proprie gambe ma a tutto ciò che ha nella testa». E qualcosa di vero dev’esserci, visto che oltre a gareggiare in mountain bike è arrivato a scalare tre passi da 5000 in India. Per uno come lui, verrebbe da pensare, salire i gradini che portano sul palco del Verdi sarà uno scherzo. Invece no. «Ho imparato a non dare mai nulla per scontato. Ogni gradino superato è un miglioramento. Salire su quel palco sarà un traguardo molto importante per me, un altro». Prima del prossimo, a luglio, in Perù: 1.200 chilometri in mountain bike e 4 giorni di trekking sul Machu Picchu. E c’è perfino chi lo chiama disabile…

ALFONSO D’AMBROSIO

Incontrare un professore “play” come Alfonso D’Ambrosio non capita tutti i giorni. Né, purtroppo, a tutti gli studenti. Lui insegna matematica e fisica in un liceo di Monselice. Didattica digitale. Vuol dire che utilizza qualsiasi forma di tecnologia per spiegare, incuriosire, coinvolgere i suoi alunni. Per dire, ha insegnato loro a misurare la radioattività e i raggi cosmici utilizzando le fotocamere degli smartphone. D’Ambrosio è cofondatore del progetto Byoeg (“A scuola con i videogiochi”), utilizza metodologie didattiche assai più vicine alla ricerca che al classico insegnamento. Astrofilo per passione, appassionato di robotica e di videogiochi educativi, che spesso fa ideare e realizzare dai suoi studenti, in classe. Appassionato anche di mondi virtuali. «Perché ti consentono di volare, di andare oltre, di immaginare, come fa mia figlia di 3 anni – spiega D’Ambrosio, che di anni ne ha 38 -. Mi piace costruire strumenti sulla base di bisogni concreti». Per poi ammettere: «All’inizio ho anche provato a fare il classico prof, con interrogazioni e note, ma poi mi sono chiesto: è questa la scuola che vorrei? La risposta è stata no». E gli studenti in classe come reagiscono? «I ragazzi non solo ti seguono, ma presto diventano più veloci di te. Come il motore di un’auto, basta una scintilla per metterli in moto, per farli volare». Alfonso D’Ambrosio, che ha scelto di partecipare al TEDxPadova, si definisce un “acceleratore di sogni”. E’ stato eletto miglior docente innovatore italiano 2015.

PAOLO MOTTURA

Di Topolino e Paperinik conosce ogni segreto, ogni pur minimo dettaglio. Paolo Mottura è uno dei più noti, e quotati, fumettisti italiani. Dall’89 lavora per la Disney (nel ‘98 ha vinto il premio “Topolino d’oro” per la migliore storia, qui trovate altre info www.topolino.it/archivi/mottura-paolo), ha pubblicato per Sergio Bonelli Editore una storia di Dylan Dog, ha disegnato per anni con un editore francese. Ogni giorno per lavorare sale in tram: ha allestito il suo studio in una vettura d’epoca, acquistata da uno sfasciacarrozze e piazzata nel giardino di casa sua. Prima domanda, così ci togliamo la curiosità: Mottura, è più divertente disegnare Topolino o Paperino? «Se proprio devo scegliere prendo Topolino, questione di sfumature. Ma vi posso assicurare che anche con la banda dei paperi ci si possono togliere belle soddisfazioni. L’importante, a prescindere dai personaggi, è che ci siano buone storie». Lo slogan del TEDxPadova 2016 è Let’s Play: quanto è importante il gioco, il mettersi in gioco nel lavoro di un fumettista? «L’aspetto di gioco, di divertimento è essenziale in qualsiasi lavoro, a patto però di non farlo mai prevalere sulla professionalità. Le storie Disney sono seriali, impongono rispetto per i personaggi. Non possiamo tradire i lettori». Quanta evoluzione c’è nel mondo del fumetto così ancorato alla tradizione, come quello Disney? «L’evoluzione c’è sempre, magari impercettibile, ma c’è. E’ cambiato il tratto stilistico, sono cambiate le tematiche. Credo che il rinnovamento sia necessario, ma non mi svenderei per qualche lettore in più».

APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA SETTIMANA

E la prossima settimana vi sveleremo i nomi di altri tre speaker, altri tre assaggi, le loro storie in breve, di donne e uomini che sentono l’urgenza di condividere le loro esperienze, sull’onda del Let’s Play. Il gran giorno del TEDxPadova si avvicina. Restate con noi.