SPEAKER TEDXPADOVA, TRA LEGAL E FASHION - TEDxPadova
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SPEAKER TEDXPADOVA, TRA LEGAL E FASHION

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SPEAKER TEDXPADOVA, TRA LEGAL E FASHION

L’attesa sta per finire, il countdown è ormai passato a una sola cifra: ancora pochi giorni e le porte del Teatro Verdi si apriranno per ospitare l’edizione 2016 del TEDxPadova. Un’edizione di grandi attese e di straordinario lavoro dietro le quinte, per riuscire ad offrire a Padova uno spettacolo di qualità, con talk di alto livello e soprattutto con idee che “valga la pena condividere”, come impone il format del TED. Oggi vi presentiamo gli ultimi due speaker TEDxPadova che saliranno sul palcoscenico del Verdi: Kittima Kwangnok, stilista thailandese adottata da Milano, e Carlo Rossi Chauvenet, un avvocato che potremmo definire “specializzato in innovazione”. Diversissime esperienze, differenti visioni del futuro in quel che racconteranno il 30 aprile ai 700 spettatori del TEDxPadova. Ma con un comune denominatore: il Let’s play, tema che ci accompagnerà nel corso dell’intera giornata sia in teatro, sia all’Innovation Hall in piazza Capitaniato. Ci siamo quasi: prendete ancora una volta appunti per questi ultimi due speaker TEDxPadova. E restate con noi. www.tedxpadova.org

KITTIMA KWANGNOK

 

E’ una giovane fashion designer nata a Bangkok che ha scelto Milano per dare voce, stoffa e colore al suo personalissimo Made in Italy. Kittima Kwangnok si tiene ben stretta le parole chiave felicità, energia, eleganza che applica regolarmente alle sue collezioni. A Milano ha studiato, lì ha cominciato a collaborare con i grandi nomi della moda, da Valentino a Versace fino a lanciare il brand che porta il proprio nome. Lo scorso anno è stata chiamata a esporre le sue creazioni a Palazzo Morando, durante la Settimana della moda milanese. Vogue Italia l’ha selezionata come “talent emergente”. Kittima, quanto c’è di play nel suo lavoro? «C’è gioco e allegria, sperimentazione e divertimento, ma mai fine a se stesso – racconta la stilista -. E ovviamente bisogna prendere dei rischi nell’immaginare qualcosa che non esiste e che un domani qualcuno dovrà scegliere. Insomma, il rischio va bene, ma deve essere calcolato, soprattutto quando alla base ci sono investimenti. E’ tutta questione di equilibrio, di bilanciamento». E’ ancora elegante il mondo della moda? «L’eleganza è nella mente di chi produce capi e nello stile di chi sceglie d’indossarli – risponde Kittima -. Negli ultimi anni è prevalsa la richiesta di abiti cool, di tendenza. Ma anche qui un equilibrio si può trovare: un abito può essere cool ed elegante al tempo stesso: come sempre dipende da chi lo indossa. Il tessuto di tendenza per il 2017? Scommetterei su un mix di organza e seta».

CARLO ROSSI CHAUVENET

L’avvento del digitale ha provocato una “frattura” tra generazioni come mai era avvenuta prima. Una rivoluzione che tra l’altro ha ribaltato i ruoli chiave dei tradizionali rapporti professionali: non sono più gli anziani i depositari del sapere, e del potere, ma i più giovani. Sono questi ultimi a dover, sempre più spesso, spiegare. Carlo Rossi Chauvenet è un giovane avvocato di Padova, docente di diritto privato alla Bocconi di Milano, fondatore di Iubenda, il più grande generatore di privacy policy per siti web. Ma dopo aver lavorato per un decennio in alcuni importanti studi legali internazionali in Italia e in Inghilterra ha deciso di dedicarsi, tra l’altro, all’innovazione nel mondo giuridico. Fino a farla diventare la sua personale “mission”: rinnovare e innovare il ruolo dell’avvocato nell’attuale società. Un discorso applicabile a qualsiasi ambito professionale, e a dirla tutta anche familiare. «Internet equivale alla scoperta del fuoco – spiega -, un evento che ha cambiato radicalmente i parametri di riferimento. Prima c’era il maestro che insegnava e l’apprendista che imparava. Ora non è più così. Sono i più giovani ad avere le chiavi del sapere, la generazione cresciuta a pane e digitale. Perché è cambiato il linguaggio, è cambiata la velocità di esecuzione». Cosa fare dunque? Rottamare in un colpo solo l’intera generazione over 60? Assolutamente no. Sarebbe un errore imperdonabile. E Rossi Chauvenet ci spiegherà perché.